“Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti –ANTONIO GRAMSCI -”

domenica 28 dicembre 2014

UN ANNO DI PARTITO DEL SUD. CON IL SUD SI RIPARTE ! 

Di Natale Cuccurese

Come ogni fine anno diventa obbligatoria un'analisi di quanto fatto nell'anno appena trascorso.
Volgendo lo sguardo al lavoro fatto nel 2014 viene naturale dire che quello appena trascorso è stato un'altro anno di forte crescita per il nostro Partito.
Scorrendo infatti gli avvenimenti dell'ultimo anno si può tranquillamente affermare che anche quest'anno il Partito del Sud è cresciuto in consapevolezza, adesioni, concretezza, organizzazione e i suoi membri hanno svolto attività continua e proficua sui territori.

Svolgendo all'indietro il film di questi ultimi mesi, aiutati dal Blog del Partito che conserva traccia del tanto fin qui realizzato, elenchiamo una serie di eventi fra i più significativi, da noi organizzati o ai quali abbiamo preso parte, per meglio rendere il senso del tanto lavoro compiuto:




CONVEGNI: 
+Bari: “Con il Sud si riparte! Idee, progetti, programmi per il rilancio del Paese”, con la partecipazione del Sindaco di Bari Michele Emiliano e del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris
+Cittadella del Capo: Dibattito politico in occasione del SPC
+Rende: “La politica debilitata ha bisogno di ricostituenti”.
+Napoli : "Oltre Ercolano - un modello valido per tutti" 
+Napoli: Conferenza stampa con Michele Emiliano
+Napoli: " Il ruolo dell'industria.Il caso FIAT" con Luigi de Magistris e Ignazio Messina
+Roma: Netleft dibattito nazionale sui vari tavoli dell'area progressista 
+Palermo: Convegno PND
+Napoli: Presentazione "Breviario di formazione"





MANIFESTAZIONI:
+Napoli: Flashmob a sostegno del Sindaco de Magistris
+Brindisi: sit-in davanti alla centrale a carbone di Cerano 
+Udine: "Corteo di protesta contro il biocidio nella Campania Felix"
+Napoli: Manifestazione contro il decreto Sblocca Italia
+Gaeta : Giornata ecologica a Forte Emilio
+Napoli: Titolazione Largo Berlinguer
+Roma: Manifestazione a difesa dei lavoratori dipendenti pubblici e comparto sicurezza
+Napoli: Manifestazione a sostegno del Sindaco de Magistris
+Napoli: Corteo di protesta "Terra dei Fuochi"
+Roma: Corteo di protesta a Difesa di Diritti del Lavoratori
+Napoli: Presidio a sostegno Sindaco de Magistris





ELEZIONI EUROPEE E AMMINISTRATIVE
+Napoli: Comizio presentazione elezioni europee 
+Novi Velia : Comizio elezioni comunali
+Villa Castelli : Comizio elezioni europee
+Cava dei Tirreni: Comizio elezioni europee
+Canale 5 e Rete 4: Tribuna politica con Antonio Ciano per le elezioni Europee





PETIZIONI - PROPOSTE LEGGE :
+ Palermo: Presentazione proposta Legge-voto sulla Sovranità Fiscale della Sicilia
+La Commissione Lavoratori Poste Italiane del Partito del Sud lancia una petizione su Change.org e una raccolta firme nazionale. 
+Rimozione busto del Generale Cialdini posto all'ingresso del comune di Reggio Emilia. petizione su Change.org




SUD PROJECT CAMP
+Caserta: Partecipazione al Medity Expò dell’Integrazione oltre la Sicurezza.
+Carditello: Partecipazione riunione Agenda 21 e MIBACT
+Bologna: Grill Day SPC
+Cittadella del Capo: Evento estivo nazionale,  due giorni di SPC
+Torremaggiore: Sacco & Vanzetti Day 



Ovviamente non abbiamo citato tutti i Convegni e Manifestazioni a cui, invitati, abbiamo partecipato, avremo sicuramente saltato più di un convegno/iniziativa e ne chiediamo venia, consideriamo poi gli innumerevoli incontri sui territori, le riunioni di Sezione, di Coordinamento commissioni, di Direttivo Nazionale, la Costituzione di nuove importanti Sezioni, a cui diamo il benvenuto, e tanto altro, in un lavoro giornaliero immane che ha portato a far si che le iniziative proposte e realizzate, in modo totalmente autofinanziato dalle Sezioni, sui territori, dai Coordinatori e dai militanti siano state molteplici e di alto spessore; a tutti incondizionatamente va il nostro ringraziamento, il plauso personale e quello di tutto il Partito. 

Guardando avanti crediamo che importanti sfide siano presto all'orizzonte, il nostro Partito intende proseguire nella strada tracciata della ricerca di sinergie con quei soggetti che per visione di strategia politica possono essere più vicini ai nostri ideali merdionalisti progressisti gramsciani.
A questo scopo confermiamo la nostra convinta disponibilità a collaborare sinergicamente , così come stiamo già facendo, al fine di creare un fronte popolare meridionalista progressita coeso, serio e credibile, con tutti quei partiti, movimenti e associazioni civiche che si ispirano al meridionalismo identitario di area progressista, cioè quel meridionalismo non ascaro, non velleitario e non alleato ai nemici del Sud.
Ovviamente il tutto declinato insieme alla difesa della legalità, alla lotta senza quartiere a tutte le mafie, alla difesa dell'ambiente, allo sviluppo ed all'opposizione netta allo smantellamento del welfare e della Costituzione Repubblicana, richiesto dall'Europa della finanza e delle banche, condotto dall'attuale e dai precedenti governi.

Affermiamo altresì che bisogna continuare il radicamento sui territori in un percorso di crescita che si concretizzi nel numeri degli iscritti, delle sedi, degli attivisti, dei simpatizzanti.
Giova ricordare la grande crescita avuto in quest'ultimo anno dal nostro Partito sui social network, dove la nostra Community ha raggiunto dimensioni numeriche di tutto rispetto che ci pongono di gran lunga al primo posto fra quelle dei movimenti politici dell'area meridionalista. Tutto questo grazie al lavoro alacre, giornaliero e volontario del nostro Staff Comunicazione.

I tempi sono maturi. Intorno al Partito del Sud c’è fervore ed attenzione, ma le rivoluzioni si fanno con i numeri. Dobbiamo crescere ancora e ancora, dobbiamo essere in tanti, sempre di più, anche per poter perseguire gli obiettivi politici e di partecipazione per il 2015 in un crescendo senza interruzioni sulla strada dello sviluppo e radicamento del Partito sui territori sempre maggiore!

Ma soprattutto dobbiamo coinvolgere in questo progetto di Partito, che si basa su una visione di democrazia partecipata dal basso, tutti i nostri conoscenti, amici, contatti, associazioni.. e non stancarci o vergognarci di chiedere. Dovremo sentirci tutti come in perenne campagna elettorale, raccontare la nostra mission, i progetti e chiedere di aderire. In altre parole ci attende, come già l'anno scorso,  un 2015 ancora di duro lavoro se vogliamo sempre più e meglio definire la nostra missione politica che partendo da una visione inclusiva e non da inutili velleitarismi, o peggio ancora da leghismi al contrario, possa portare la nostra visione politica e con essa le reali necessità di sviluppo e crescita di tutto il Sud, in quell'ottica di riscatto non revanscista che sola può aiutarci, anche in collegamento con le forze sane e non oscurantiste dell'intero paese, a farci uscire da questa notte che ormai dura da 154 anni e a far superare all'intera penisola quei pregiudizi che ne hanno avvelenato l'anima e che solo se superati porteranno ad una nuova alba che tutti auspichiamo per il bene comune.

Grazie cari Amici, per il Vs. grande impegno in quest'anno appena trascorso e che sono certo non mancherà anche nel 2015 verso questo nostro Partito che si sta preparando a diventare sempre più grande!

Con il Sud si riparte !

Natale Cuccurese 
Presidente Nazionale del Partito del Sud 





sabato 27 dicembre 2014

De Magistris tuona: «Governo anti meridionale, Jobs act? Pacco di Natale ai lavoratori.

La politica del governo è «ingiustificatamente anti meridionale»: lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris rispondendo ai cronisti che gli chiedevano del taglio del cofinanziamento nazionale ai fondi europei per la Campania. «Nonostante il governo sia presieduto da un sindaco che dovrebbe avere a cuore le comunità - ha aggiunto il primo cittadino - si registra invece su tutte le sue scelte una politica di tagli al sud».  

De Magistris ha criticato, riferendosi ai decreti attuativi del Jobs Act, «il pacco di Natale consegnato ai lavoratori proprio nel giorno della vigilia della festa». «Al di là della critica intransigente - ha aggiunto de Magistris - c'è la forza dei meridionali che possiamo usare per riprenderci. Il vero potere forte può essere la voglia di riscatto di tanta gente che potere non ha mai avuto. Il Sud è fatto da tanta gente che ogni mattina tira a campare con grande dignità e umiltà e io voglio dimostrare a chi ci governa che la vera forza dell'Italia è il Mezzogiorno, dove c'è sofferenza ma anche tanta voglia di reagire. Lo dimostreremo anche al presidente del Consiglio e gli faremo cambiare idea sul Sud e sui pregiudizi che ha su Napoli e su tante realtà del Mezzogiorno».
Fonte: il mattino.

mercoledì 24 dicembre 2014

AUGURI DAL PARTITO DEL SUD




Il Partito del Sud augura a tutti gli iscritti, i militanti, i sostenitori, gli amici, i fan e i follower un Buon Natale e un Felice 2015.

A tutti ricordiamo, anche per queste feste, di apparecchiare le tavole solo con i prodotti della nostra generosa terra perchè il riscatto del Sud passa anche per i piccoli gesti giornalieri di tutti noi.

Approfittiamo dell'occasione per informarvi che in occasione delle festività natalizie sospendiamo l'invio della nostra newsletter settimanale che riprenderà regolarmente a gennaio.

Coloro che non sono ancora iscritti possono, se lo desiderano, iscriversi inviando una mail a info@partitodelsud.eu 


Buon Natale e un Felice 2015
lo staff del Partito del Sud


AUGURI AL PARTITO DEL SUD.

Bruno Pappalardo, 24.12.2014

Gli auguri?
Ben sette anni  sono trascorsi e ho scritto tante cose ma sempre come attraversassi un sogno. 
M’era già accaduto. 
Allora si leggeva Gramsci e si lavorava nelle sezioni.
Diversamente oggi ma è lo stesso criterio. (per quanto qualcuno sostiene che non è così che si costruisce la politica e i consensi...)
Sono stati come una sorta di soddisfazione traslata come se non fossi esistito io perché il pensiero e la vita dei miei compagni erano miei. 
Ho pensato come pensavano gli altri, ovviamente in maniera critica ma felice, … felice di essere insieme a loro per quella stessa idea.
Come non fossi  esistito perché non pensavo per me solo. 
Come non fossi esistito se non in esso. 
Come non fossi esistito pur godendo o tormentandomi degli avvenimenti accaduti. 
Tuttavia (chiedendo pazienza a tutti) devo distinguere; certi pensieri, quelli stessi dei miei   compagni, appartengono anche alla mia stessa vita, ossia dentro e fuori di me oppure devo distinguere? 
Mi spiego;  Esiste un fuori, che diremmo il lavoro, la famiglia, le relazioni libere o obbligate dal mondo che ciascuno e diversamente da altri  si è costruito o,  appartiene all’anima?
Verrebbe voglia di fare una battuta: “…ma quale anima, l’anima di chi……..”
Ma seriamente, invece, intendo alludere a quella condizione del proprio essere che coincide con la moralità intrinseca della propria idealità, identicamente al valore che si da al lavoro o a quelli stessi che si danno alla famiglia e che trasmetti alle tue genie di sangue e non.
Quando qualcosa ci addolora l’anima arriva fino al corpo, …anche quando l’alta marea di luce del   giorno, quella di stamani o quella di domani e dei giorni a seguire non influiranno per niente col tuo tormento o gioia?
Una volta avevo una risposta ed era SI, …è la stessa cosa!
La riflessione ha un senso, …questo:
Auguro ai miei compagni ogni bene e di risolvere tutti i nodi gordiani come farò io. 
Auguro a ciascuno tanta salute perché lungo sarà il percorso sia della nostra vita che del nostro obiettivo, con spada sporta, di un  MERIDIONE progressista e solidale con l’altre di se. 
L’auspicio?  Si formino gruppi soprattutto di giovanissimi (come quello di “Liternum”) 

A loro chiediamo  il pugno che stenderà la lama pronta a mozzare anche le serpi alla Medusa che s’aspetterà il furbo scudo specchiante mentre ad agire sarà  la conoscenza, la creatività ed il coraggio. AUGURI! 



sabato 20 dicembre 2014

Processo Marlane: crollano le accuse, tutti assolti gli imputati.

Sono stati tutti assolti gli imputati nel processo Marlane che si è tenuto oggi a Paola. La vicenda ha visto coinvolti 13 imputati, che all’epoca dei fatti lavoravano a vario titolo in quella che per anni è stata definita la “Fabbrica dei veleni” e che secondo la pubblica accusa ha causato la morte di più di 100 persone tra dipendenti e cittadini di Praia a Mare, comune dove si trova l’ex lanificio.
Secondo l’impianto accusatorio il gruppo Marzotto e la Eni, entrambi proprietari, anche se in periodi storici differenti della fabbrica, non potevano non sapere. Il Tribunale, però, dopo 10 ore di camera di consiglio, ha deciso che così non è stato e quindi cadono le accuse di omicidio colposo, lesioni e disastro ambientale. Crollano, dunque, le accuse nei confronti di Valdagno Pietro Marzabotto, ex Presidente del gruppo.
 Per Carlo Lomonaco due volte sindaco di Praia a Mare che era a processo nella qualità di responsabile del reparto tintoria e per il quale era stata chiesta la condanna più aspra. Assolti anche Silvano Storer, ex amministratore delegato del gruppo. Stessa sorte per Jean De Jaegher, consigliere dell’associazione europea delle industrie tessili e presidente della Marzotto Usa dal ’95 al ’98, e per tutti gli altri. 
“E’ strano – ha dichiarato Rodolfo Ambrosio, l’avvocato di Legambiente, costituita parte civile nel processo – perché le vittime sono state anticipatamente pagate con una somma indennitaria. Come si fa a pagare un indennizzo e poi assolvere qualcuno che è causa di quel risarcimento danni? Attendiamo di vedere le motivazioni per capire se è il caso, come credo di procedere con un appello. Il reato ambientale c’è tutto. Si dovrebbe verificare la legislazione che considera dei reati permanenti, con effetti permanenti, come fossero delle contravvenzioni. Aspetto di leggere queste motivazioni. Certamente non mi aspettavo una soluzione, mi sembrava abbastanza chiaro che le responsabilità ci fossero tutte e fossero chiare.
Fonte: strill.it

venerdì 12 dicembre 2014

SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE, IL PARTITO DEL SUD IN PIAZZA CON I LAVORATORI.

La constatazione che il Governo Renzi continui a non mettere il Sud e la sua situazione di drammatico impoverimento, anche demografico, al centro della sua agenda e che non ci sia una politica del lavoro che cerchi di livellare le politiche occupazionali e salariali verso l'alto e non verso il basso, estendendo i diritti a chi non li ha, invece che toglierli a chi li ha, in una ricerca affannosa di limitazione dei diritti del lavoro e costituzionali che fanno drammaticamente regredire verso la soglia di povertà, economica e sociale, l'intero popolo italiano, non può non vedere il Partito del Sud in piazza domani con chi protesta, chiede uguaglianza, difesa del lavoro e della sua dignità, a sostegno dello sciopero generale proclamato dai Sindacati CGIL e UIL, contro quanto previsto dal Jobs Act e dalla Legge di Stabilità.  

L'attacco neoliberista iniziato da tempo con le riforme Biagi e Fornero ha da prima accresciuto la precarizzazione del lavoro, spacciandolo come unica alternativa possibile alla creazione di nuovi posti di lavoro,ed ora si arriva alla stretta finale con Renzi che vuol rendere precario il lavoro molto più della famigerata riforma Hartz realizzata in Germania, con in più l’aggravante di un sistema di protezioni sociali nemmeno minimamente paragonabile ai tedeschi. Il tutto anche se, per stessa ammissione dell'attuale capo economista del FMI, vent'anni di ricerche hanno negato l'esistenza di una relazione tra maggiore precarietà del lavoro e minore disoccupazione. 

Purtroppo c’è da temere che la questione in ballo non sia solo lo smantellamento di fatto dei diritti minimi dei lavoratori. In altre parole un’icona da abbattere, quella dell’art. 18, vista come un segnale da lanciare per soddisfare la destra liberista italiana ed europea con cui Renzi ha stipulato un patto e che porterà la stessa destra in futuro a pretendere sempre di più in termini di riduzione di diritti dei lavoratori. 

Una volta che la diga cede la marea montante, della negazione di ogni diritto di ogni dignità, potrebbe poi travolgere tutto e tutti in un futuro che si presenta con tinte sempre più fosche, anche in presenza di fatti degenerativi della vita pubblica di cui le recenti vicende romane sono solo l'ultimo campanello d'allarme in un panorama italiano già da tempo compromesso e terminale. 

In questo quadro ormai degenerato sarebbe meglio prendere atto della situazione e predisporre risposte politiche ed istituzionali adeguate, anzichè arroccarsi in una difesa aprioristica dello status quo agitando lo spettro dell'antipolitica, aprendo così il campo sia a campagne demagogiche sia a possibili situazioni eversive.  

Si dia quindi voce e dignità al paese che lavora anzichè tentare di emarginare il Sindacato, come tenta di fare questo Governo, investendo di maggiore responsabilità le parti sociali e politiche se si vogliono realmente bloccare le derive oscure e antidemocratiche. 

Natale Cuccurese
Presidente Nazionale Partito del Sud



domenica 23 novembre 2014

Stage irregolari in hotel per 400 ragazzi del sud

Stupore per il coinvolgimento di ben tredici strutture locali nell'operazione portata a termine dalla Guardia di finanza.

BASSANO. Stupore in città per la maxitruffa scoperta nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza. Un'indagine avviata due anni fa per somministrazione fraudolenta di manodopera, ha portato gli uomini del cap. Pietro De Angelis ad alzare il coperchio su un giro d'affari da un milione di euro nel quale sono finiti, loro malgrado, 2 mila 700 studenti di istituti alberghieri del centro-sud. Trecentonovantadue di questi ragazzi (205 i minorenni), formalmente stagisti di fatto lavoratori sottopagati, sono stati impiegati in ristoranti e alberghi del Bassanese. Di questo utilizzo abusivo, in barba alle norme che disciplinano l'alternanza scuola-lavoro, dovranno rispondere i quattro amministratori di due società estere e una novantina di albergatori del Nord Italia. Una trentina di loro opera in Veneto, tredici nel Bassanese. L'indagine ha preso le mosse poco meno di due anni e mezzo fa. Nella primavera del 2012 un controllo della Direzione territoriale del lavoro aveva evidenziato anomalie nell'utilizzo degli stagisti in strutture bassanesi. (...)

Fonte:Il Giornale di Vicenza

La campagna di adesione al PdelSUD riprende con il PreTesseramento 2015 






La campagna di adesione al PdSUD riprende con il PreTesseramento 2015 da novembre 2014

E' possibile aderire al nostro movimento versando anticipatamente la quota 2015, con due modalità: online oppure tramite sezione/referente territoriale.

Nel dettaglio:

on line,  scaricando e compilando la "Domanda di Pre-Tesseramento 2015" presente nella sezione "Documenti" e pagando la quota sociale per il 2015
(10 Euro quota ridotta solo per Disoccupati, Studenti, Casalinghe e Pensionati; 20 Euro per Soci Ordinari; 50 Euro per Soci Sostenitori).

Per le adesioni on line è necessario:
  • inviare il modulo di adesione compilato e scannerizzato via mail a partitodelsud.roma@gmail.com(obbligatorio solo per NUOVE ADESIONI);
  • effettuare il pagamento della quota tramite paypal su questo sito (sezione "Donazioni") oppure tramite un bonifico al nostro conto corrente bancario nazionale:

- intestato a Filippo Romeo  (Tesoriere PdSUD)

- coordinate IBAN:
IT11G0760111800001015934605


tramite sezione o referente territoriale
Per le adesioni tramite le nostre sezioni locali, la consegna della domanda di adesione ed il pagamento della Quota può essere fatto rivolgendosi ai nostri presidi sul territorio.

domenica 9 novembre 2014

"La terra dei fuochi" del Veneto



Le altre “Terre dei Fuochi”: sotto la Valdastico che c’è?

Proprio ieri un deputato del Movimento Cinque Stelle pubblicava sul blog di Beppe Grillo un video che mostrava alcuni copertoni d’auto recuperati dagli scavi che, secondo quanto asserisce il sito, si stanno svolgendo nell’area dell’Expo.

Ma su al Nord ci sono altri rifiuti sepolti un pò come accaduto in Campania? Qualche giorno fa davo conto del fenomeno in Lombardia, con rifiuti provenienti da Australia ed Est europeo. Ma anche il Veneto non ne è esente. Secondo quanto riferisce il Fatto Quotidiano:E’ stata fissata per il 3 novembre la prima udienza del processo per i veleni nascosti sotto l’asfalto della Valdastico sud, che vede tra gli imputati il presidente della Provincia di Vicenza, il leghista Attilio Schneck, e Luigi Persegato. Che l’autostrada A31 che da Vicenza porta a Badia Polesinesia stipata di rifiuti tossici l’hanno accertato, la scorsa settimana, i periti incaricati daltribunale di Venezia. Periti che dovranno deporre in udienza davanti al gip Andrea Odoardo Comez. Sarebbero diverse le aree interessate dallo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. 

Hanno trovato così conferma le denunce, del gennaio del 2012, di Medicina democratica, dell’Associazione esposti amianto e del comitato locale di cittadini che nel loro esposto, che ha provocato l’apertura dell’inchiesta da parte della locale direzione distrettuale antimafia, avevano denunciato che «i camion delle imprese che lavorano al cantiere avrebbero riversato scarti di fonderia contenenti metalli pesanti e sostanze chimiche (nitrati, fluoruri, solfati, cloruri, bario, amianto, piombo, nichel) in notevole concentrazione». La denuncia delle associazioni è partita dopo la morte di un cane che si era abbeverato a una pozza vicina al cantiere autostradale. Il comitato di cittadini aveva inoltre denunciato «un convoglio di 80 camion sospetti che di sera tra luglio e settembre del 2009, si dirigevano da Arzignano ai cantieri dell’autostrada ValdasticoSud». 

La magistratura stabilirà a chi appartengono le responsabilità, ma appare evidente che il sistema dello smaltimento illegale dei rifiuti ha rapidamente trovato destinazioni diverse da quelle dell’Africa o della Campania a mano a mano che s’accendevano i riflettori sulla questione Terra dei Fuochi. 

Anche in questo caso, cosa diranno le aziende tipo  quella delle conserve di pomodori che si vantavano di non usare prodotti campani?

Questo video è del 2012 e racconta la vicenda:

Fonte http://ilazzaro.altervista.org

domenica 2 novembre 2014

Bonifiche bluff, 26 indagati. I soldi per risanare l’Ilva dirottati in Veneto e Friuli Inquisiti imprenditori e dirigenti per una finta emergenza ambientale .

TARANTO - Arriva sino all’Ilva di Taranto l’onda lunga dell’inchiesta sulle bonifiche bluff nella laguna di Grado e Marano.

Al centro dell’indagine della Procura di Roma, che ha inviato un’informazione di garanzia a 26 persone, i soldi pubblici transitati in Friuli e Veneto, per una finta emergenza ambientale, e drenati, secondo l’accusa, da altri capitoli di spesa. Vedi alla voce Taranto.

Da noi le bonifiche sarebbero stati ‘rallentate’ - eufemismo - per permettere la dispersione dei soldi dove non ce ne era bisogno, a vantaggio di quella che per i giudici aveva i contorni di un’associazione per delinquere. Il periodo inquadrato dai magistrati va dal 2002 al 2012, gli accertamenti sono stati eseguiti dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza della Capitale, titolare del fascicolo è il pm Alberto Galanti.

Tra gli indagati i tre ex commissari delegati Paolo Ciani, Gianfranco Moretton e Gianni Menchini, e Gianfranco Mascazzini, per anni direttore generale al ministero dell’ambiente. Nei guai anche Giovanni Mazzacurati, l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova e della Tethis srl di Venezia travolto dalla bufera giudiziaria sul Mose. Chiamati in causa anche i legali rappresentanti di alcune società: Raffaele Greco, della cooperativa Nautilus, di Vibo Valentia, Alberto Altieri e Guido Zanovello, dello studio Altieri spa di Thiene, Vincenzo Assenza e Fausto Melli, della Sogesid srl di Roma, società in house del ministero dell’Ambiente. E, ancora, Marta Plazzotta, dirigente dell’Arpa di Udine, Massimo Gabellini, alla guida della II Direzione dell’Icram (ora Ispra) e Silvestro Greco, direttore scientifico del medesimo istituto, e Antonella Ausili ed Elena Romano, dell’istituto Ispra (già Icram) di Roma, cioè degli organi deputati a certificare lo stato di salute della laguna di Grado e Marano.

Fonte: tarantobuonasera.it


mercoledì 29 ottobre 2014

Così, oggi, si emigra per la Germania


I dati Svimez sulla desertificazione demografica del Sud restano inchiostro su carta se poi non si osserva la realtà e si ascoltano le voci di chi una mattina, saluta tutti, si imbarca sul primo autobus disponibile e se ne va in Germania.

E poco importa se si rivendicano diritti e precedenze di nascita, la forza lavoro è liquida, si sposta dove ci sono opportunità ed economie pronte a sostenerla.

 Costantino Ianni, in Homens sem paz, riporta la risposta di un emigrante italiano ad un ministro: “Cosa intende per nazione, signor Ministro? Una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria. Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro?”

E suona come un lugubre lontane presagio, quello che si diffuse all’indomani dell’unità d’Italia in quelle regioni dove si combatteva la cosiddetta “guerra al brigantaggio”. “O brigante, o  emigrante”.

Ecco come due servizi che danno anima ai dati, un anima che ha l’accento prevalentemente meridionale, mentre in Italia ancora si scrivono fiumi di retorica sulla “questione meridionale” che “non è più solo meridionale” e sui mancati investimenti provocati da difficoltà orografiche (ma fateci il piacere) :

 

Fonte: Illazzaro.altervista.org

sabato 18 ottobre 2014

Svendita dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori e del welfare ? Si, ma col sorriso...!!


Di Natale Cuccurese

Mercoledì notte il consiglio dei ministri ha varato una «legge di stabilità» 2015 che segnerà, soprattutto per il Sud, gli anni a venire.
Ci si aspettava un cambio deciso di direzione, un taglio drastico alla spesa per rilanciare gli investimenti, invece non cambia la filosofia propinataci in questi ultimi anni dai vari Governi. 
Le previsioni errate del passato, come peraltro Fmi, Ocse, Bce e Ce avevano avvertito, portano un Pil che anche quest’anno diminuisce rispetto al 2013, le esportazioni languono, investimenti privati e pubblici sono quasi inesistenti e così i consumi nonostante la presenza per alcuni del bonus dei "famosi" 80 euro in busta paga. 

All’insegna del solito ottimismo, la previsione della crescita Pil nel 2015, tanto che la Banca d’Italia ne ha preso le distanze. Anche sui conti pubblici la Banca d’Italia esprime perplessità. 
Il documento governativo appare reale solo quando prevede una pressione fiscale che continuerà ad aumentare. 

Con la legge di stabilità 2015 si realizza solo l’ennesima operazione di facciata all’insegna dell’ottimismo, come da prassi governativa. 
Risibile poi la vicenda del mettere nelle buste paga dei lavoratori dipendenti del settore privato il 50% del Tfr maturato. In poche parole saremo ridotti alla fame, ma col sorriso… 

L’aumento del deficit/Pil al 2,9% consente meno tasse su imprese e lavoro ma con minori spese per investimenti pubblici e autonomie locali, leggasi quindi meno servizi, welfare. 

Il Governo vara quindi solo una grande azione cosmetica di fiducia collettiva, con forti richiami agli imprenditori e alle multinazionali, per assunzioni precarie ed investimenti, visto che sembra volere favorire soprattutto quest’ultime delegiferando su tutto e di più, dallo Sblocca Italia al Jobs Act. 

Tutto realizzato in spregio dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, della salute dei cittadini ed al welfare. 

Contro l’ambiente perché il provvedimento ripropone un’Italia che, incapace di stare al passo con i tempi, con le nuove tecnologie, la sensibilità e sostenibilità ambientale, ricorre al rilancio delle energie fossili altamente inquinanti e da il via libera all’industria petrolifera per trivellare in Adriatico, in Basilicata… trasformando l’Italia ed il Sud in particolare in una colonia perenne delle multinazionali del petrolio. 

Per far questo si vogliono poi espropriare da ogni potere gli enti locali, per dare il via agli appetiti delle multinazionali e degli investitori privati, senza prevedere nessuna condivisione con i territori, i comitati, i cittadini. Senza prevedere nessuna priorità e nessuna strategia per la messa in sicurezza dei territori e per il rispetto idrogeologico, in attesa delle prossime alluvioni. Si potrà poi cementificare a tutto spiano senza vincoli particolarmente stringenti. 

 La crescita così disperatamente cercata nella legge di stabilità viene in realtà perseguita nello Sblocca Italia grazie a "grandi opere" con annessi  commissari che gestiranno grandi aree urbane in tutto il paese, partendo ad esempio da Bagnoli, espropriando gli enti locali da ogni possibilità d’intervento, anche in maniera autoritaria ed incostituzionale, così come incostituzionale sono questi parlamentari. 

 Infine non ultimo il vergognoso balletto che segna l’inizio di un nuovo, devastante, conflitto tra Stato e Regioni, giocato sulla sanità regionale e perciò sulla pelle di tutti i cittadini. 
La legge di stabilità infatti prevede a fronte di una riduzione nazionale prevista di 18 Mld di tassazione, ben 4 miliardi di tagli alle Regioni che a loro volta reagiscono e fanno presente che questo si tradurrà in tagli alla Sanità, rischiando così di costringere le Regioni, per non mandare al tappeto il già precario sistema sanitario, ad aumentare le tasse regionali di loro competenza. 

In poche parole la sintesi è che le tasse che escono dalla porta rientrano dalla finestra, ed ovviamente le Regioni più povere, quelle del Sud, dovranno aumentare di molto la tassazione rispetto alle più ricche. Un altro strappo alla Costituzione, ormai ridotta ad inutile orpello, che prevede il principio perequativo. In alte parole chi meno ha più paga, in base ad uno strano principio che appare solo punitivo. 

Il Sud quindi ancora un volta metterà in ordine nei disastrati conti del Governo, sia subendo una maggiore tassazione percentuale, sia pagando con distruzione di risorse naturali sul suo territorio, inquinamento e quindi salute dei suoi cittadini. 

Non c’è che dire, complimenti al Governo del Nazareno, quel Governo che passa con disinvoltura da un’emergenza ad un’altra, sperando nella scarsa memoria degli italiani. 
Così è stato per la recente alluvione nel Gargano, dove nemmeno si è dichiarato lo stato di calamita, così per Taranto dove per fortuna è arrivato il parere della Commissione Europea, che a settembre 2013 aveva aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia sul caso Ilva e che oggi invia il parere motivato alle autorità italiane con cui mette nero su bianco l'accusa di violazione di norme ambientali per non aver vigilato a sufficienza sui gravi problemi di inquinamento del più grande impianto siderurgico d'Europa, certificando che per la vicenda ci sono stati solo annunci vani e che le risposte che ci si aspettava non sono arrivate. 

Noi del Partito del Sud speriamo che questa esperienza si concluda al più presto con il ritorno alle urne, anche con la precedente legge elettorale, per ridare la voce ai cittadini e dare al Governo di questo paese quel minimo di parvenza democratica che oggi è assente.

mercoledì 8 ottobre 2014

Uno strano silenzio sulla Marlane Marzotto: intervista di Rete 3 a Giovanni Coviello

Uno strano silenzio sulla Marlane Marzotto: intervista di Rete 3 a Giovanni Coviello

Di Redazione VicenzaPiù | ieri alle 17:37 | 0 commenti
Di Andrea Polizzo da Rete 3 e da BlogTortora
Uno strano silenzio. È quello che è stato registrato sul caso Marlane a Vicenza e provincia, storicamente roccaforte del Gruppo Marzotto, proprietario dell'ex fabbrica tessile di Praia a Mare. Ne abbiamo parlato con Giovanni Coviello, direttore di Vincenza Più media locale che ha seguito passo dopo passo lo svolgersi del processo.
Recentemente, nel corso del processo Marlane i PM hanno avanzato richieste di condanne complessivamente a 62 anni di carcere per gli imputati tra cui figurano nomi di spicco del
mondo imprenditoriale vicentino. Come è stata avvertita questa notizia nel vostro territorio?
Giovanni Coviello: "Ovviamente, il nome con più richiamo mediatico in zona è quello di Pietro Marzotto (per lui i PM hanno chiesto 6 anni di carcere, ndr) anche se da molti anni è fuori dalla gestione ordinaria del gruppo. Tuttavia Marzotto è un nome ancora molto ‘pesante' in zona. Non a caso Matteo Marzotto, recentemente, ha assunto due importanti cariche nonostante il suo coinvolgimento in alcune inchieste per questioni fiscali. È presidente della scuola di management Fondazione Cuoa, ente privato che si occupa di master nel campo della gestione aziendale, ed è stato nominato anche presidente di Fiera di Vicenza Spa che vuol dire appalti e visibilità nel mondo. Per cui la richiesta di condanna per un Marzotto ha avuto una sua importanza sul territorio".
Ma non quella che vi aspettavate?
Giovanni Coviello: "Mah, guardi. Noi di Vicenza Più ce ne siamo occupati sin da subito anche grazie all'impegno di Giorgio Langella. Quando ho cominciato a seguire questa vicenda mi ha meravigliato il silenzio che la circondava. Un silenzio della stampa che, purtroppo, mi aspettavo. Magari non mi aspettavo il silenzio da parte dei sindacati locali, in particolare da parte della Cgil che invece, per quel che mi è dato sapere, a Cosenza è stata molto attiva su questo fronte.
Racconto un aneddoto. Tempo fa mi è capitato di moderare uno dei primi incontri in provincia di Vicenza per portare all'attenzione la questione degli oltre cento morti della Marlane Marzotto. In quella occasione ho avuto modo di confrontarmi con un delegato Cgil sulla questione. Quel che mi ha detto è stato illuminante. Mi disse che bisognava parlarne del caso, ma non troppo. In sostanza temeva i rischi che poteva correre il sindacato, le conseguenze per l'occupazione a una eventuale reazione di Marzotto che, all'epoca, dava ancora molto lavoro. Cose che si verificano a Vicenza come nel resto d'Italia: è il dramma dei lacci tra sindacato e le sfere del potere".
Il Processo, ora volge al termine, almeno per quel che riguarda il primo grado. Che conclusione vi aspettate?
Giovanni Coviello: "Quanto al processo è chiaro che l'interesse è dettato dai nomi eccellenti dell'imprenditoria vicentina, e non solo, tra gli imputati. Aspettiamo che ci sia un pronunciamento perché è giusto che sia così. Quel che rimane però è la scarsa attenzione generale verso le tante persone morte e che si sono ammalate lavorando in fabbrica".
Fonte vicenzapiu

giovedì 2 ottobre 2014

“Basta tour in Veneto per i nostri concorsi! Lavoro prima ai veneti!”

A ogni regione i suoi lavoratori, scelti ovviamente su base territoriale. Sei nato a Napoli? Puoi fare i concorsi solo a Napoli. Sei nato a Milano? Solo a Milano. E se non bastasse, meglio costruire muri alti alti alti fino al soffitto, come diceva il buon Giobbe Covatta, con tanto di avvoltoi che impediscano lo scavalcamento.

A seguire questo ragionamento, non ci sarebbe stato alcun boom economico, le fabbriche al Nord che necessitavano di manodopera probabilmente avrebbero chiuso.

Ma tutto questo non lo sa tale Nicola Finco, la cui biografia su Twitter recita: “Consigliere Regionale del Veneto-Presidente commissione Ambiente, Lavori Pubblici, Protezione Civile-Coordinatore Nazionale Giovani Padani del Veneto-Lega Nord”.

Tuona Finco: “POSTI DI LAVORO PRIMA AI VENETI! Ieri centinaia di candidati da Sud sono arrivati a Vicenza per un posto da infermiere. Ma io dico: è giusto o no che le nostre Ulss assumano laureati in Veneto, di cui conosciamo preparazione e qualità? E’ giusto o no che con 200.000 disoccupati noi diamo priorità ai veneti nei concorsi pubblici? Non è così che fa qualunque azienda, dando precedenza a chi si è formato al suo interno?”

Caro Finco, ma qualcuno impedisce forse ai Veneti di partecipare ai concorsi?

Ma l’esilarante delirio su base etnicodidattica, riportato dal sito di informazione Roadtvitalia, è questo:

“Vorrei poi capire se i candidati del sud, destinatari da sempre di voti di laurea più generosi dei nostri, riescono a garantire ai pazienti degli ospedali vicentini e padovani una qualità di servizio di assoluta eccellenza, frutto di anni di studio in Atenei come quelli veneti”.

Caro Finco, lei ha ragione, le lauree albanesi garantiscono una maggiore preparazione.

PS: mi viene un dubbio, per partecipare ai concorsi secondo le teorie di Finco, vale il luogo di nascita o quello di residenza? Sono ammessi i meridionali di seconda generazione? E se uno ha un genitore meridionale ed uno veneto, quali dei due si può far valere come criterio di precedenza?

PPS: facciamo valere questo criterio anche per le formazioni delle squadre di calcio?

PPPS: intanto il partito di questo signore viene ancora invitato in tutte le trasmissioni televisive come interlocutore pure di un certo spessore e, paradosso etnografico, si presenterà con un autorevole leader come Boirghezio proprio al Sud.

Adda passà a nuttat…ma quanto è lunga questa nottata…

foto tratta da Roadtvitalia


Fonte il lazzaro.it